Benefici e rischi dell’Abbronzatura

22.03.2019

Già negli anni '60 Edoardo Vianello esordiva con 'Abbronzatissima', uno dei tormentoni più famosi che elogiava la famigerata tintarella.

In quegli anni l'abbronzatura era vista come trofeo da esibire una volta rientrati in città, dimostrazione di essere andati al mare, un segno tangibile del proprio stato di benessere.

E pensare che nel lontano passato essere pallidi era simbolo di nobiltà e raffinatezza, in contrasto con la pelle ruvida e abbronzata dei lavoratori nei campi.

Oggi invece che valore diamo all'abbronzatura?

Le proprietà terapeutiche dei raggi solari erano già note a Egizi, Assiri e persino Ippocrate di Cos, simbolo greco dell'arte medica, ne citava le virtù guaritrici. Il sole infatti regola la pressione sanguigna, il metabolismo del colesterolo e la produzione di melatonina, fondamentale per un buon ritmo sonno-veglia; inoltre, abbassa l'iperglicemia, migliora l'ossigenazione del sangue, il sistema cardiocircolatorio e quello respiratorio, portando ad una notevole influenza positiva sull'equilibrio psichico.

Ricordiamo che la luce solare stimola la produzione di endorfine, regala un senso generale di benessere, in più previene la "sindrome da cattiva illuminazione", che colpisce chi trascorre troppo tempo in ambienti chiusi, provocando malumore, aumento dell'irritazione che sfocia in aggressività, eccessiva stanchezza, sonnolenza e aumento di peso, poiché l'organismo reagisce alla scarsità di sole come se fosse in perenne letargo.

Dunque il sole fa bene perché serve alla sintesi della vitamina D, regola la pressione, ed è un antidepressivo naturale e può essere utile in diverse patologie cutanee; ma per contro potrebbe anche diventare un acerrimo nemico se le esposizioni ad esso risultassero essere lunghe e incaute, oltre all'invecchiamento precoce della pelle, e ai più pericolosi melanomi, l'abbronzatura a tutti i costi ha condotto anche allo svilupparsi di una nuova sindrome chiamata tanoressia, da tanorexia, un neologismo composto dai termini "tan", che significa appunto abbronzatura e "orexía", dal greco órexis, che significa invece appetito, che colpisce soprattutto le donne tra i 16 e 40 anni, secondo le quali la pelle abbronzata regala un aspetto più sano e seducente.

L'abbronzatura può diventare una vera e propria ossessione, in cui la ricerca della perfezione è un obiettivo a cui tendere, ma che resta sempre insoddisfatto in quanto non si è mai sufficientemente abbronzati, portando perciò ad una vera e propria dipendenza da abbronzatura.

Se ciò non è realizzabile le persone possono vivere in uno stato di ansia e insicurezza profonda, il tono dell'umore e l'autostima dipendono esclusivamente dal livello di abbronzatura, tutto questo può esprimere un disagio più profondo legato ad una forma di dispercezione corporea, ovvero una percezione alterata del proprio corpo, in questo caso specifico del colore della pelle. Spesso questo tipo di comportamento va di pari passo anche con disturbi della personalità come quello di tipo Narcisistico in cui, le persone che ne soffrono, nascondono una profonda fragilità dell'Io dietro la maschera della bellezza, del corpo e dell'estetica.

In un recentissimo studio pubblicato sulla rivista Cell nel 2014 da Fell e Robinson e colleghi negli Stati Uniti, è stato spiegato come alla base di questo comportamento ci possa essere una vera e propria dipendenza con una sintomatologia sovrapponibile simile a quella provocata dalle droghe.

Il nostro rapporto col sole può essere indicativo di caratteristiche più profonde a livello caratteriale. La pelle è il nostro contenitore e pone il confine tra noi e il mondo esterno, è ciò che mostriamo agli altri, e la modalità con cui ci prendiamo cura di noi, dice molto della relazione che abbiamo con il nostro corpo.

L'avvicinarsi dell'estate ci pone in un atteggiamento di allerta rispetto alla prova costume e uscendo dal letargo invernale si ricorre a svariegate strategie per arrivare preparati nel mostrare il miglior fisico, miglior look e migliore abbronzatura possibile.

Come sempre l'equilibrio tra le nostre diverse componenti è l'arma vincente per poter godere al meglio le varie situazioni, perciò una maggiore consapevolezza di noi in rapporto al sole permette di poterci abbronzare senza ripercussioni, proteggendo la nostra amata pelle.

Dott.ssa Morena De Sarro psicologa e psicoterapeuta